Il 27 giugno 2026, durante un’ondata di caldo estremo diventato ormai quotidiano, migliaia di persone hanno attraversato il centro di Firenze. Occupando le strade da cui siamo espuls3 e riappropriandoci di quei luoghi cannibalizzati da lusso e decoro, insieme a una carovana di sound system, carri artistici e corpi danzanti abbiamo rivendicato spazio per il desiderio, praticando la cura collettiva e dimostrando che l’autogestione funziona.
Parlare oggi della Wish Parade 2026 significa fare i conti con il presente; il 19 luglio, mentre ci siamo strett3 in corteo a Genova per Carlo Giuliani e per la memoria delle proteste no global, Abderrahim Fakir è stato assassinato dagli abusi della polizia a Bologna abbandonato dallo stato italiano.
Niente è cambiato a 25 anni di distanza da quelle maledette giornate genovesi. La violenza razzista-abilista-sessista-classista e la tendenza alla menzogna si sono radicate così tanto all’interno delle forze del disordine da renderle immuni da ogni tipo di trasformazione.
Che fare? L’unica possibilità di liberarsi dal tabù di una riforma radicale della polizia risiede nel desiderio dell’utopia di una società della cura, ossia nella pratica della cura collettiva intesa come capacità costante e plurale di opposizione alla disumanizzazione.
Se è vero che la follia individuale si rivela sempre più come patologia sociale, allora le città hanno un disperato bisogno di educatori, educatrici, operatori e operatrici sociali, di psicologi e psicologhe, di “psichiatri militanti” come Franco Basaglia o Frantz Fanon.
Le strade necessitano di presidi di prevenzione e riduzione dei rischi, ovvero di occhi e orecchie in grado di osservare e ascoltare, di persone formate e tutelate che possano intervenire con empatia e competenza. Le politiche associate alle attività di RDR rappresentano un impegno concreto contro la discriminazione, garantendo che nessunə venga esclusə dai servizi di salute di cui ha bisogno sulla base della provenienza, della situazione economica, dell’uso di sostanze, dell’identità di genere, dell’orientamento sessuale o religioso.
La cura è un atto concreto che riguarda tutti i livelli della società. Richiede tempo, spazio e pazienza — elementi che ci sono stati sottratti un giorno alla volta, portandoci a credere che non ci sia alternativa. Ma non è così, perché la lampada dei desideri si può strofinare quando vogliamo: è possibile riannodare la narrazione contemporanea del futuro, ispirando le persone ad abbandonare una visione distopica per abbracciare l’utopia.
Il dominio neoliberista si è spinto al punto di quotare in borsa un bene comune come l’acqua; al netto di tutte le critiche con cui condannare il sistema istituzionale, è possibile opporre dal basso un’alternativa. Un esempio concreto: durante la Wish Parade abbiamo distribuito oltre 15.000 litri di acqua gratis tramite più di 6.000 bottigliette e una cisterna da 10.000 litri a disposizione di tutt3, e abbiamo reso concreta l’opportunità di soddisfare un bisogno essenziale, oltrepassando i limiti della distopia che permette a delle società per azioni di privatizzare e vendere a prezzi folli l’acqua.
I nostri strumenti militanti sono l’immaginazione, il desiderio, la cura, l’autogestione, la consapevolezza di non essere sol3 e il piacere di stare insieme.
Pratichiamo la danza a oltranza, in forma libera e gratuita, per abbattere le barriere dell’isolamento giovanile, per restituire comunanza e speranza ai corpi e sfondare la cortina di depressione diffusa dal realismo capitalista.
Continueremo a riunirci e convergere con lotte diverse, come quelle che sono state amplificate dai sound system durante la street, per contaminarci e ibridarci. Invitiamo tutt3 a farlo nel proprio quartiere, nella propria città, nel proprio posto di lavoro, con reti internazionali, ovunque, mettendo insieme saperi, competenze, pratiche e forme di organizzazione differenti, in modo tale da abbracciare insieme l’utopia della città che cura, produrre nuovi immaginari e innescare un cambiamento radicale dei rapporti di forza affinché finisca lo sfruttamento di persone, animali e natura.