15/11/2025

Presidio Sonoro allo skate park

Una rinnovata azione di resistenza sonica per vivere collettivamente gli spazi pubblici della città
Noi vogliamo continuare a danzare nelle piazze e nelle strade della città, e lo faremo marciando nel solco tracciato da quel sottile confine tra festa e rabbia.  

Il 15 novembre 2025, in occasione del Presidio Sonoro allo Skatepark di Campo di Marte, movimento, musica, pratiche di cura e rivendicazioni politiche si sono nuovamente unite attraverso una convergenza armoniosa che ha restituito un’originale vitalità allo spazio pubblico. Una rinnovata azione di resistenza sonica per vivere collettivamente quegli spazi pubblici che sono lasciati a se stessi dalle amministrazioni pubbliche, le quali, nel nome di un’ipocrita ideologia del decoro, tendono a desertificare tali spazi, così da doverli “rigenerare” secondo le logiche del profitto privato.
Il recente presidio sonoro, similmente a quello che si è svolto lo scorso aprile in piazza Leopoldo, ha dimostrato che è possibile lottare per la valorizzazione dal basso degli spazi pubblici attraverso strumenti e immaginari ibridi come la festa, l’allenamento e la confluenza delle varie arti dell’underground urbano. Parkour, skateboard, kendama, danza: forme di fruizione dei luoghi urbani che, se portate avanti in modo orizzontale, sono occasioni preziose per connettere i corpi in modo libero e antiabilista.
Rivendichiamo lo sforzo collettivo, in costante discussione e mutazione, di sviluppare un nuovo linguaggio che permetta di unire musica a contenuti sociali, politici, nonché messaggi di buone pratiche e dancefloor care. Riteniamo essenziale mutare tutt3 insieme verso una nuova forma di espressione artistica, e in questo senso sono importanti le connessioni con le pratiche situazioniste dell’assemblea venerala.org: la presenza del cuore della Venere Biomeccanica e del laboratorio di collage – un’opportunità di riattivazione creativa di desideri collettivi – hanno permesso alla manifestazione di assumere un volto differente.
Ci piace esprimerci attraverso molti volti: esploriamo pluralità espressive che, unite al contesto di una festa, possano amplificare ancora di più alcuni temi particolarmente sensibili. E così è stato a proposito delle atroci sofferenze della popolazioni civili in Palestina e in Sudan: parole pesanti come macigni che incontrano la leggerezza di beat e suoni per tentare di rimanere impresse nelle orecchie e nelle coscienze sia di chi era sotto cassa, che nei pressi del sound system.
Resta comunque ferma la volontà di rimanere apert3 al linguaggio classico del presidio politico, con interventi dal vivo – come è stato nel caso del Collettivo di Fabbrica ex GKN: alcuni operai sono intervenuti per ricordare il complicato stato della vertenza, e le prossime tappe della mobilitazione verso la realizzazione della fabbrica socialmente e ambientalmente integrata.
La festa è anche sinonimo di benefit nel rispetto di lotte (e conseguenti repressioni) che sono vicine alle persone che animano la Rete di Collettivi Wish Parade. Il ricavato del presidio sonoro è stato in parte devoluto a Tribal Laboratory per sostenere le spese legali/amministrative/penali conseguite al Witchtek 2025 – e per continuare a restare tutt3 unit3 e conness3, facendo girare la spirale dei free party; il resto del ricavato, poi, è stato condiviso con Agripunk, il rifugio antispecista che sta affrontando un periodo complesso a causa dello sfratto esecutivo datato il 31 dicembre 2025. In entrambi i contesti, pensiamo che si tratti di preziose esperienze che permettano di collegare tutte quelle soggettività (umane, animali, selvatiche) che vogliono vivere una vita libera e lontana dallo sfruttamento capitalistico.
Per continuare a resistere contro il logoramento imposto a tutt3 noi con violenza da un sistema capitalista tecno-patriarcale, vogliamo continuare a essere rumoros3. La prossima occasione ci è offerta dal nuovo sciopero generale, indetto dal sindacalismo di base per venerdì 28 novembre 2025. Parteciperemo al corteo di Firenze, con ritrovo alle ore 9.30 a piazzale Montelungo, dando forma ad una stravagante modalità di partecipazione sonora – un passo deciso nella direzione dell’intersezione con le lotte delle lavoratrici e dei lavoratori. Noi vogliamo continuare a danzare nelle piazze e nelle strade della città, e lo faremo marciando nel solco tracciato da quel sottile confine tra festa e rabbia.

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