La Venere Biomeccanica si sta risvegliando mossa da una viva e inaspettata confluenza di stimoli, prospettive ed esigenze generatesi intorno alla statua della Dea costruita in occasione della “72 ore di Resistenza” e dell’occupazione del Meccanotessile nel 2003.
In questi anni ha vissuto nella cattedrale abbandonata del Meccanotessile: la sua voce e la sua presenza hanno continuato a risuonare nell’enorme spazio vuoto, a creare connessioni, generare significati, stupire.
La Venere parla, parla ancora. Non ha mai smesso.
Parla della necessità di spazi sociali non mercificati, di diritto alla città fuori dalle logiche imposte dall’overtourism e dalla speculazione. Parla di autodeterminazione delle vite e dei percorsi collettivi, del riconoscimento di esperienze artistiche, culturali e di autogestione. Svela i meccanismi dell’abbandono degli immobili, della sottrazione di patrimonio pubblico, della noncuranza rispetto alle difficoltà materiali che coinvolgono intere fette della popolazione. Parla di convivenza e accoglienza nello spazio urbano di corpi e menti non conformi, di necessità, di desideri. Ci spinge alla riappropiazione delle nostre vite, oltre l’alienazione del lavoro, oltre il senso di impotenza oppressiva di fronte alla guerra permanente, oltre la catastrofe ecologica.
Nei prossimi mesi dovrebbero iniziare, dopo anni di abbandono, i lavori di riqualificazione dell’ex fabbrica manifatturiera. Dopo l’eterna e vaga promessa di trasformarla in un Centro d’arte contemporaea, il progetto prevede adesso la convivenza di diverse destinazioni d’uso: cohousing sociale, centro giovani, asilo nido.
Parallelamente una nuova Odissea per lo spazio si propaga in città, per voce e mano della generazione di giovani erranti che condividono i desideri e le istanze generatrici della Venere Biomeccanica: la rete di collettivi uniti Wish Parade si sta muovendo alla ricerca di uno spazio autogestito – come si può leggere nel relativo Manifesto Spazio al Desiderio – dialogando con l’amministrazione fra promesse e speranze.
L’esperienza della Wish Parade è importante, un momento in cui si sono canalizzate le energie di numerosi collettivi dal basso che promuovono cultura e socialità a Firenze e in Toscana.Queste due Odissee stanno confluendo in un’unica forza per rivelare le contraddizioni delle politiche e delle burocrazie cittadine e per chiedere in un coro di voci la legittimazione di percorsi artistici, l’assegnazione in autogestione di un luogo dedicato alla creazione artistica condivisa e alla progettazione collettiva.
Per non cedere all’inerzia della politica la Venere Biomeccanica vuole essere un megafono: si rigenera e riparte verso nuove mete per sostenere nuove insorgenze, altri percorsi che cercano legittimazione, ascolto, spazio.
Nell’attesa che la Venere Biomeccanica possa ricongiungersi con il luogo che l’ha vista nascere come opera d’arte, l’ex-Meccanotessile finalmente restituito alla cittadinanza come bene comune, l’Odissea continua ripartendo il 29 marzo proprio da quel luogo.
Tutta la Firenze presente, sommersa, viva, lucente, è invitata a ritrovarsi fra le braccia della Venere. Dalle 11:30 Ex Meccanotessile, angolo Via Cocchi/Via Maestri del Lavoro: musica, workshop, arte estemporanea.
Ore 16:00 La Venere esce, torna per strada. Accompagnamola nella sua nuova dimora temporanea. Infestiamo Firenze d’insorgenze gioiose.
L’Odissea continua.